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QUANDO SI MUORE, SI MUORE SOLI.

Ho capito perché, quando si muore…si muore soli!

Si muore soli, perché i congiunti sono su facebook a dire che è morto quel  qualcuno che è stato lasciato solo, per poter urlare a tutti, anche al vicino di casa, che qualcuno è morto!

Si muore soli, perché gli amici ed i parenti sono anche loro su facebook a leggere ciò che hanno scritto i congiunti di chi è morto solo per poi  dire a tutti gli altri che non lo hanno ancora letto di correre a leggere !

“…sorella morte lasciami il tempo

di terminare il mio testamento

lasciami il tempo di salutare

di riverire di ringraziare

tutti gli artefici del girotondo

intorno al letto di un moribondo…”

Sorella morte lasciami il tempo di salutare tutti sul web, perché so che nessuno avrà
il tempo di venire al mio capezzale  che magari puzzerà di sudore e morte, perchè  tutto questo è poco elegante … e non usa più in un mondo virtuale  dove tutto deve apparire perfetto, dove non si sente il tanfo della vigliaccheria  umana, dove anche il lupo sembra un agnello!

 “…quando la morte mi chiederà

di restituirle la libertà

forse una lacrima forse una sola

sulla mia tomba si spenderà

forse un sorriso forse uno solo

dal mio ricordo germoglierà

se dalla carne mia già corrosa

dove il mio cuore ha battuto un tempo

dovesse nascere un giorno una rosa

la do alla donna che mi offrì il suo pianto…”

La do alla donna o all’uomo che verserà lacrime sincere prima della mia morte, che mi avrà detto di amarmi ogni giorno, che mi avrà detto ciao e non addio, che mi avrà accarezzato il volto e detto che son bella… da viva, che ha goduto dei miei sorrisi e non della  smorfia di dolore che la morte disegnerà sul mio volto!

Che mondo è mai questo, dove invece del silenzio si fa tanto rumore?

Che mondo è mai questo, dove anche nell’ultimo momento della nostra vita,  gli uomini  non rinunciano  a calcare la scena esibendosi come attori protagonisti?

Che mondo è mai questo, dove non si  lascia spazio neanche  a lei? ALLA MORTE ?

Dov’è il rispetto che le si deve?

Dov’è il rispetto che si deve a quel corpo martoriato, svuotato dell’anima e della vita esibito agli sguardi impietosi e indifferenti di pseudo amici e finti conoscenti arrivati da ogni dove a vedere ciò che non si dovrebbe vedere?

Tristi macabri e inumani rituali che si perpetuano da sempre ad uso e consumo di chi vuole lavarsi la coscienza sporca per non esserci mai stato quando era il momento.

A chi giovano, se non a quegli altri indifferenti, le lacrime finte, piante solo per esibire un millantato struggente dolore? Se le prefiche -donne prezzolate per piangere ai funerali-, nell’antichità avevano una ragion d’essere, le donne che piangono oggi al servizio esclusivo dell’immagine  che di  se stesse voglion dare, in quale girone dell’inferno le dovremo far collocare?

Artigli d’avvoltoio che si ancorano ad una bara  quasi a voler trattenere un morto che han già lasciato andare via da vivo tanto tempo prima.

Dov’è finita l’umana pietà?

“…Ma adesso che viene la sera ed il buio

mi toglie il dolore dagli occhi

e scivola il sole al di là delle dune

a violentare altre notti:

io nel vedere quest’uomo che muore,

madre, io provo dolore.

Nella pietà che non cede al rancore,

madre, ho imparato l’amore”.

F.De Andrè

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  1. 3 Febbraio 2016 a 18:19 | #1

    @Henry
    Che bel commento! Ci si potrebbe scrivere un post :-D
    Si…anche tu allora potresti essere uno tra quelli/e che ragliano alla luna…se non fosse che tu… la notte, sei impegnato a sognare per poi stendere i sogni ad asciugare :-) … e poi…sei troppo alto per avere anche una vaga somiglianza col somaro…la cui figura si addice meglio a me !
    Già, nulla è scontato in nessuno dei due mondi..soprattutto per chi, come noi, ha vissuto in questo mondo con la “serietà” e l’onestà intellettuale con cui vive la realtà. Anche la metafora di restare imprigionati in maglie più o meno strette non è male..e proprio come capita ai pesci..spesso ci finiamo dentro senza accorgercene :-( Diverso è con la lenza o i palamiti …chi abbocca li…se l’è andata a cercare!
    Divertente l’immagine del sassolino che mi riporta alla mente la favola di pollicino… ma c’è un piccolo problema…se mi levo i sassolini dalla scarpa ( e credimi che ne ho levati tanti)…non ti pare sprecato lasciarli li…come traccia? Non da più soddisfazione levarli e lanciarli addosso a chi di dovere? Senza contare che poi, se non li lancio , me li ritroverei tra i piedi ad ostacolarmi il cammino :-) tanto valeva allora non levarseli ;-)
    P.S. meglio essere troppo severi che perdonarsi troppo .

  2. 2 Febbraio 2016 a 22:34 | #2

    @Giovanna
    Non essere troppo severa con te stessa. La vita anche quella reale, allontana spesso per periodi più o meno lunghi, ognuno rimane imbrigliato tra la rete del quotidiano a maglie più o meno strette.
    Figuriamoci in questo mondo parallelo virtuale. Del resto nulla è scontato.
    In nessuno dei due mondi.
    Io stesso sono assente, ho cancellato parte delle mie tracce virtuali, forse per rinnegare un periodo o sottolineare un altro. Poi sono tornato sui miei passi, come pollicino seguendo qualche sasso lasciato apposta lungo la strada. Quindi pure io raglio alla luna? Può essere.
    Lasciati sempre dietro un sasso da ritrovare, meglio se tolto dalla scarpa…
    .-)

  3. Giovanna
    2 Febbraio 2016 a 11:19 | #3

    @Henry
    Perchè asina? Perchè permetto a questa vita di strapazzarmi al punto che, trascuro di portare il mio saluto a persone carine come te …e chi non saluta…è notoriamente un asino patentato!
    Alti e bassi.. notizie belle e meno belle dici..a me evidentemente sta toccando in sorte un percorso dove il negativo è parecchio superiore al positivo…ma c’est la vie!:-)

  4. 1 Febbraio 2016 a 20:19 | #4

    @Giovanna
    Perché asina?

    Diciamo che si continua, tra alti e bassi, buone nuove e meno buone. Insomma secondo quello che ci tocca.

  5. Giovanna
    1 Febbraio 2016 a 12:12 | #5

    @Henry
    Ehi Henry! Che bella sorpresa!…io sono proprio un’asina :-( Come stai?

  6. 29 Gennaio 2016 a 21:26 | #6

    Un saluto Giovanna.

  7. Giovanna
    23 Novembre 2015 a 9:22 | #7

    Si caro Julien…tante, troppe cose sono cambiate! Siamo cambiati noi, o meglio, parlo per me…sono cambiata io! Non so se mi hanno cambiata più i fatti o le persone, forse in egual misura entrambe, ma l’unica certezza che ho è che…mi sento persa! Sprangherei porte e finestre, non uscirei più di casa e smetterei di parlare – dopo averne constatato l’inutilità – ! Che tempi orribili caro Julien… che tempi orribili!
    Consolatorio e confortante ricambiare il tuo abbraccio!

  8. Julien
    21 Novembre 2015 a 16:37 | #8

    Vengo sempre a vedere se ci sono novità e resto deluso. Oggi vedo che è entrato Sergio per invitarti su FB. Tante cose sono cambiate, forse anche noi, è vero. Non sento più quella goliardica giocosità dei primi tempi e pure io ho praticamente abbandonato il blog che, tra l’altro, trovo ormai di difficile gestione.Sono troppo pigro per ricominciare qualcosa ma penso che la tua proverbiale sensibilità manchi davvero ai vecchi amici. Io comunque ti lascio un grande, affettuoso abbraccio.

  9. Sergio
    29 Ottobre 2015 a 9:39 | #9

    @Giovanna
    Marco Fassino e Maurizio Creti ricambiano i saluti e, come me, si domandano quando ti deciderai a venire con noi e a scrollarti di dosso questa tristezza che non ti si addice.
    Bacioni.

  10. Giovanna
    20 Ottobre 2015 a 9:14 | #10

    Eh caro Sergio…purtroppo ho perso le parole..o sono loro che hanno perso me…per dirtela alla ligabue! Anche a seguito delle mie ultime esperienze virtuali e non, sono diventata piuttosto asociale. Tutto troppo faticoso e vano…troppa ipocrisia, troppo finto buonismo …troppo egocentrismo.Credevo di trovarmi in una piazza dove tutti potessero esprimersi ..invece constato una volta di più che c’è chi è pronto a mettere tanti bavagli pur sbandierando libertà di parola ed espressione per tutti…non c’è più il senso del gioco, dell’ironia…soprattutto dell’autoironia…scopro ogni giorno che c’è chi vuole ammaestrare gli altri…e io, a salire sul cubo e giocare con le palle…no ci sto…perchè mi girano…troppo!
    Salutami Raz…e se c’è marcos….salutami pure lui…quando vedo le loro foto sul profilo whatsapp sorrido grata in ricordo di tempi diversi.
    Un caro saluto a te!

  11. Sergio
    19 Ottobre 2015 a 23:53 | #11

    Miiiii, da quanto tempo non passavo da queste parti… ormai su tutti, o quasi, i blog dei nostri amici è cresciuta l’erba e la sterpaglia. Sarebbe veramente triste e desolante se non li avessi, per fortuna, ritrovati quasi tutti su FB! Dai, deciditi anche tu, stare insieme fa bene e fa vivere meglio, c’è anche il maestro Raz, Nenet, Tania, Ivy e tanti altri amici della Sardegna. Oggi le cose sono cambiate, FB è molto più sicuro e controllato e i gruppi che si formano possono essere di accesso limitato ai soli amici. E poi, è incredibile quante e quali notizie si ricevono dal mondo, alcune tristi ma moltissime divertenti, allegre e spensierate. Non è necessario che tu entri col tuo vero nome (io ci sono col mio) puoi anche usare quello di Favola35. Ti aspetto, pensaci! :D

  12. 26 Gennaio 2015 a 9:20 | #12

    …sei curiosamente molto simile a come ti immaginavo (mi riferisco alla foto al mare che hai recentemente rimesso in evidenza). e non sembri affatto bassa! 3:-) peccato non conoscere il tuo volto… io cmq un’idea di base ce l’avrei… chissà se sei davvero come penso oppure no… essendo sarda forse dovresti avere i tratti un po’ tipici dei sardi… mmm…
    mi chiedo poi il significato di quel tuo saluto sul blog (senza che il mio commento sia apparso)… evidentemente leggi anche ciò che sarebbe formalmente invisibile! sei dotata di poteri straordinari! ;-) un caro saluto anche a te!

  13. Giovanna
    8 Gennaio 2015 a 15:59 | #13

    @Raz
    Ehiiiiiiii Raz…che sorpresaaaaa! Sai due cose?
    1) ieri assistendo al massacro francese…ho pensato a te…il tuo rasoio non piacerebbe, fortuna che tu non fai
    satira politica…
    2) tempo fa ho ” rubato” la foto del tuo profilo su whatsapp :-) non sapevo però se potevo disturbarti :-D

  14. Raz
    8 Gennaio 2015 a 13:02 | #14

    Sulla mia lapide farò incidere: “Lo confesso, in quel momento ho avuto paura, in fin dei conti era la prima volta che mi capitava. ………..1 bax. ;-)

  15. Giovanna
    18 Settembre 2014 a 11:51 | #15

    @Julien
    Si…è angosciante sentire Sergio parlare in questi termini! :-(
    Arrivo a pensare che lo ripete per allontanare quanto più possibile la signora con la falce in mano…Ma potevano darle un’immagine meno macabra? Toh…se avesse le sembianze della Venere di Botticelli forse non ne avremmo tanta paura! No???? Boh
    Guarda che io non mi aspettavo che tu venissi qui a leggere le MIE banalità…. intendevo che potevi dirmi “ciao ” quando mi vedevi da Sergio :-)
    Mhiiiii ma quanto sei arrabbiato però….:-)

  16. Julien
    18 Settembre 2014 a 10:50 | #16

    Sì, penso proprio che il Grande capo la debba piantare. Poco tempo fa andai a trovarlo, sia per rassicurarlo sulla mia salute che lo angustiava sia perchè i suoi oscuri presagi mi avevano preoccupato. L’ho trovato in ottima forma, più giovane (ehm… diciamo meno vecchio) di me ed anche vispo e brillante. Credo che ci seppellirà tutti e me lo auguro pure perchè l’unico funerale cui non potrò mancare sarà il mio (il più tardi possibile, spero).
    Si muore soli, è vero ma la morte non ci deve spaventare perchè quando ci siamo noi lei non c’è e quando c’è lei noi non ci siamo. Io non vado volentieri alle cerimonie funebri perchè se conosco il defunto mi rammarico profondamente per la sua perdita ma anche se non c’era amicizia, ce n’è con i suoi parenti e vivo con profonda angoscia la loro sofferenza.
    Non è che non voglia farmi vivo, Giovanna, è che a volte temo di dire solo banalità.

  17. Giovanna
    13 Settembre 2014 a 21:36 | #17

    @sergio
    Ehiiiiiiii guai eh!GRAN Capo sioux …Vorrei che il mio ciglio si inumidisse per le tante risate ( anche non so piu cosa voglia dire ridere cosi tanto)! Son stanca di piangere. ..e non é vero che gli occhi diventano piu belli.. no no no… diventanosolo piu rossi e tristi.. bah!
    A parte che nessuno puo sapere quando scoccherà la sua ultima ora…ed esser piu giovani non da diritto a salire per ultimi all’altro mondo… ( babbo dice sempre che sta per morire e per fortuna è ancora tra noi mentre muoiono tutti gli altri di 30 anni piu giovani )… non dovrai venire a farmi i dispetti. ..io gia piangevo quando volevi SOLO CHIUDERE il blog….figurati per adii più seri! Squaw lacrima facile ha parlato! Augh :-)

  18. sergio
    13 Settembre 2014 a 18:11 | #18

    Siccome io morirò molto, ma moltissimo tempo prima di te, voglio proprio vedere se il tuo ciglio si inumidirà al pensiero! Se così non sarà il mio spettro verrà a tirarti i piedi mentre dormi. Donna avvisata donna salvata! Augh, ho detto.

  19. 12 Settembre 2014 a 20:40 | #19

    Se un aereo precipita non si muore da soli.

  20. Giovanna
    12 Settembre 2014 a 7:58 | #20

    @Henry

    Quanto tempo caro Henry! Come stai innanzi tutto?
    Stiamo arrancando un po’ tutti, stiamo esistendo e non vivendo…e assurdamente e ingiustamente chi stava vivendo…muore, come se dovesse andar punita la voglia di vivere nonostante tutto e tutti! Condivido quanto scrivi…in merito alla considerazione che il dolore ce lo portiamo dentro e che è giusto e doveroso continuare a vivere normalmente…ma…ma…c’è sempre il limite del rispetto, del buon gusto che dovremo avere. Se un giorno piangi disperatamente e il giorno dopo vai a ballare e ridere, qualcosa non va! Anche io avevo i biglietti prenotati due mesi prima e son partita e comunque. Volente o no, nel bagaglio interiore c’è un dolore, un peso che supera la soglia massima per l’imbarco ma nessuno se ne accorge e prendi lo stesso il volo ….e quando sei in mezzo alle nuvole pensi a chi si dice sia volato in cielo…e magari, senza più dolore , sta saltando da una nuvola all’altra divertendosi…
    Un abbraccio a te!

  21. 11 Settembre 2014 a 17:38 | #21

    Ciao Giovanna, si muore come si nasce in fondo da soli. Non sono molto propenso alla banalizzazione o peggio sciacallaggio della morte, che reputo una cosa del tutto personale e intima. Considero i funerali, spesso pieni di falsi abbracci e veramente sentiti da una ristretta compagine intima. Allo stesso modo ho sempre guardato con distacco anche in tempi non sospetti l’esternazione del dolore, come fine a se stessa (portare il lutto) (piangere il morto). il dolore è dentro (se c’e') non certamente in un colore di vestiti. (Personale idea e che non vuole in alcun modo offendere altre sensibilità sul tema.)
    Su fb o altri mezzi di comunicazione moderni, nulla è più nostro. L’attimo esatto che scrivo, posto commento mi metto nelle condizioni di venir oltraggiato, non compreso, esaltato, cassato e travisato nella forma o nel pensiero primordiale che volevo o non volevo far arrivare. Fa parte del gioco di questi tempi, che per certi versi fagocitano tutto e tutti, ma come dico sempre è questo il tempo in cui vivo e cerco di cogliere se posso, quello che di buono offre.
    Riguardo i parenti, gli amici li ho potuti scegliere i parenti no… (La stessa cosa diranno di me, ovviamente.) Durante l’estate è venuto a mancare un parente stretto di un collega. Lo stesso dopo alcuni giorni ha portato la famiglia in vacanza programmata da tempo. Molti forse lo hanno criticato, io no sinceramente. Sono certo che per lui i giorni di vacanza non sono stati come l’anno scorso, aveva una scelta. Aggiungere al dolore, rimanere con la famiglia a casa o pensare che la moglie, i figli avevano ugualmente diritto a qualche giorno di riposo dopo un anno di lavoro? La scomparsa di una persona cara rimane tragicamente incontrovertibile. Il diritto/dovere di andare avanti per chi rimane, (sempre secondo me) altrettanto doveroso. Un abbraccio

  22. Giovanna
    20 Agosto 2014 a 8:55 | #22

    @vitty

    Belle parole davvero quelle di sant’agostino…consolano come una carezza!
    Un abbraccio!

  23. vitty
    19 Agosto 2014 a 20:40 | #23

    Giovanna,ero convinta Tu fossi in ferie! Invece ora scopro che hai vissuto la perdita di una persona a Te molto cara.

    So che non ci sono parole giuste per lenire il dolore che ora stai vivendo.Quindi non mi dilungherò. Desidero farti sapere che ti sono vicina.E sono lieta per le Tue ferie,che certamente Ti aiuteranno a superare questo momento. Le persone care, anche quando non ci sono più, contuano a vivere dentro di noi, continuano a farci sentire il loro affetto.

    Permettimi di salutarti con le belle parole di Sant Agostino:

    LA MORTE NON È NIENTE

    “La morte non è niente.
    Sono solamente passato dall’altra parte:
    è come fossi nascosto nella stanza accanto.
    Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
    Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
    Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
    parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
    Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
    Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
    di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
    quando eravamo insieme.
    Prega, sorridi, pensami!
    Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
    pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
    La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
    è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
    Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
    Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
    Rassicurati, va tutto bene.
    Ritroverai il mio cuore,
    ne ritroverai la tenerezza purificata.
    Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
    il tuo sorriso è la mia pace.”

    Ciao carissima,ci sentiremo al Tuo ritorno!!! :)

  24. Giovanna
    17 Agosto 2014 a 19:45 | #24

    @CASSANDRO
    Cassandro! Che gran piacere (ri)vederti qui!
    Hai citato i poeti che più mi affascinavano da ragazzina…e non solo perchè sono sempre stata piuttosto incline al pessimismo…quanto perchè davano voce alla mia esigenza d’essenzialità, allora come ora! Poche parole, poche immagini di un’immediatezza e di una forza evocativa che colmavano il mio bisogno.
    Ed eccomi qui, tra lutti, colpi bassi e prove estenuanti…a cercare di raddrizzare il tiro! domani sarà il mio primo giorno di ferie e…speriamo in bene !
    Bello il tuo dialogo finale…il buio che contrasta con la visione dei “pascoli erbosi”,il nulla…contro la promessa di una meravigliosa rinascita …. l’eterna insicurezza di cio che vorremmo e di cio che facciamo…perchè al timone abbiamo la brutta abitudine di mettere il cuore, quel coso li, che poi ci frega sempre…e ci fa naufragare come la Costa Concordia!
    A saperlo…me lo sarei strappato pure io! :-)
    Tu dovresti aver già finito le tue vacanze…e mi sa che quest’anno, ci ha fregato pure l’estate che raramente ha fatto capolino!
    Un caro saluto!

  25. CASSANDRO
    16 Agosto 2014 a 15:53 | #25

    Gira e rigira si torna sempre ai poeti: dalla considerazione finale di “Edipo re”, a quella di “,Re Lear”, per arrivare al siculo Quasimodo “Ognuno sta solo sul cuor della terra, trafitto da un raggio di sole. Ed é subito sera”, all’orientale Ungaretti “La morte si sconta vivendo”, e quindi a te, Giovanna “:
    “Ho capito perché, quando si muore…si muore soli!”, con motivazioni di grande attualitá.

    Il tema della morte é come lo stagno al quale si specchiava Narciso: affascina, ma se lo si guarda troppo attentamente ti fa precipitare in esso, forse pure con una punta di ammaliante cinismo, e piacere snobistico.

    DIALOGO FINALE

    – “Te ne vorresti andare?
    –” Certamente!”
    – ” Ne sei proprio sicuro?”
    – ” Sí, sì … Sì!”
    –” Da lì, lo sai, non si ritorna. Mente
    chi dice ‘Forse … Chi lo sa se un dì …’!

    Quindi solo se vuoi andiamo via.
    È solo tua la scelta … O sì o no …
    Sei libero … Se vuoi, così sia!
    Più non si torna indietro poi! … I ‘però’ …’

    I ‘non credevo io’ … I ‘per davvero?’
    nell’aldilà non hanno alcun valore,
    Il ‘ci ho ripensato’ vale zero.

    Lì c’è il nulla … Amore e dolore
    stan fuori da quel posto, tutto nero.
    – “OKKEI ! … Tanto qui io lascio il cuore!

    Quel ‘coso’ che mi ha sempre fregato.

    A saperlo me lo sarei strappato!

    (Cassandro)

  26. 29 Luglio 2014 a 7:06 | #26

    @ Sergio
    Ehhh caro Sergio…non è proprio così…
    Il post parla di COME si muore, ed è quello che a me spaventa! In vita me ne preoccupo perchè non so come morirò…dopo la mia morte invece… probabilmente sarò nell’inferno, ma se è vero ( e mi auguro tanto non lo sia) che i morti vedono, come potrò assistere impotente alla violenza e allo sciacallaggio che puntualmente si perpetua, come un rituale ormai consolidato, come portare un fiore e piangere una lacrima? Mi piacerebbe fare come dice De Andrè…dare a tutti i numeri sbagliati da giocare al lotto ad es. In merito all’egoismo di cui siamo impastati, concordo appieno, anche se ora vedo che non si rispetta più nessun tipo di lutto, nessuno più veste di nero e sta chiuso in casa ( che pure era esagerato), e si trova consolazione e riparazione a quell’assenza andando a cercare altre presenze che rimpiazzino la persona che non c’è più! Visone cinica di una realtà malata! Altro esempio di egoismo è quando nei necrologi leggo” prega per noi dall’alto del cielo”! Ma come, son morto IO …e tu mi chiedi pure di pregare per TE? Ma prega te PER TE STESSO, visto che sei rimasto vivo va !

  27. sergio
    28 Luglio 2014 a 18:13 | #27

    La morte, Giovanna? e che cosa è la morte, La fine di tutto o l’inizio di qualcosa? C’è chi ha la Fede, quella fede che crede nella continuazione eterna della vita in un’altra dimensione, sia essa più bella o forse più brutta. C’è chi invece ha solo fiducia nella scienza, che ci dice che noi tutti siamo composti da energia, e che quindi questa energia non può quindi essere distrutta ma sicuramente sopravviverà e si trasformerà in qualche altra cosa, qualunque essa sia. Io dico solo che la morte, quella di un nostro amico, un nostro parente, un nostro congiunto, è quella che maggiormente ci strazia, perché colpisce il nostro egoismo, perché sappiamo di non poter più contattare, vedere, abbracciare quella persona e ricavarne i vantaggi senza prezzo della sua amicizia o del suo amore. E’, in definitiva, una certa forma di egoismo. Soffriamo perchè abbiamo perso qualcosa e questo qualcosa era anche una parte di noi stessi e dei nostri ricordi. Questo è il motivo per cui la morte di un estraneo ci colpisce, sì, ci crea sofferenza o anche solo disagio, ma presto si dimentica, ed è anche giusto che sia così. Io mi sforzo di credere vera e consolatoria la frase che scrisse un filosofo: la morte? La morte non esiste. Perché se c’è lei, io non ci sono, e se io ci sono, lei non c’è.

  28. 26 Luglio 2014 a 6:16 | #28

    @Giovanna
    il brutto di fb è che centrifuga i rapporti. un blog trovo che sia infinitamente meglio. uno ci va se ha tempo e se lascia un commento è perchè se lo sente… però ha un pregio: ti permetette di rimanere legato a gente che altrimenti non sentiresti mai. se non fosse per questo lo avrei già “accannato”… ;-)
    faber riuscì a perdonare i suoi rapitori! incredibile! hotel supramonte è la canzone che dedicò a quell’esperienza…

  29. Giovanna
    24 Luglio 2014 a 11:53 | #29

    @ Giordano
    Non sono su fb…e quando ci sono, perchè qualcuno posta qualcosa che mi riguarda, non lo vengo neanche a sapere…, ma non mi appartiene quel mondo!
    Per quanto frequentato anche da persone intelligenti ed equilibrate, trovo sia fasullo e vuoto.
    Così come non mi affaccerei dalla finestra di casa ad urlare le mie cose….non lo farei neanche in quella piazza virtuale… Riguardo a ciò che dici sul post mortem…e sulla (non) vita concordo!
    Fabrizio de Andrè..è un maestro per tanti…mi fece impressione entrare nella sua casa( agritrismo), vedere la sua chitarra in un angolo…e pensare a quanto male gli ha fatto chi lo ha rapito!

  30. 24 Luglio 2014 a 6:24 | #30

    Dunque era questo l’articolo che stavi preparando…
    1 faber è un artista a cui mi sento molto legato e lo considerò forse il mio unico, o principale, maestro spirituale e di vita. Il tramite che mi ha condotto nel mondo dell’età adulta.
    2 fb: ho 8 amici su fb, di cui: 3 seguivano il mio blog, 1 è una vecchia amica che non vedo da 20 anni, gli altri mi hanno chiesto l’amicizia e non so chi siano… nessun parente, per carità! Cerco di tenerne pochi di amici così da dedicarmi un minimo a tutti coloro che se lo meritano. Avendone un centinaio non saprei come fare…
    3 la morte credo di conoscerla bene, è una specie di ombra che mi segue, che un giorno mi porterà in un posto dove è tutto sempre buio. Mi ha prenotato, ma io sono decenni che rimando l’appuntamento. Poi cmq tocca a tutti… Però quando vedo le inutili o malvagie vite che conducono certe persone, mi dico che io ci devo essere. È ancora troppo presto per uno come me, perché me ne vada…
    La morte nell’antichità non era vissuta come adesso, come fosse tutto questo dramma. La nostra società, alienante e fasulla, ce la fa temere. Ma la morte in sé, se naturale, non sarebbe una cosa così brutta. Molto brutte invece sono quelle morti che si consumano lentamente, con molti patimenti. Molto brutto è perdere una persona insostituibile. Molto brutto è assistere a liti per l’eredità. Molto brutto è morire perché ti avvelenano ogni giorno con l’aria, il cibo… e anche la vita, portandoti a vivere una vita quasi da schiavo…
    Ciao Giovanna
    :*

  31. Giovanna
    23 Luglio 2014 a 20:00 | #31

    @ Titania
    Si !

  32. Giovanna
    23 Luglio 2014 a 19:59 | #32

    @ Umberto
    Sai…da un lato hai ragione…ma dall’altro…è bello che non muoia mai! Chissà quanti ( non io tra quelli), vorrebbero essere immortali, e i versi di Fabrizio immortali lo sono! Ogni volta che lo ascolto, il mio pensiero corre alla moglie e ai figli…perdere una figura che non morirà mai è ancor più doloroso…le sue opere, sono lì a testimoniare quanto era bravo, quanto aveva ancora da dare loro…è vivo, ma non c’è più!

  33. Titania
    23 Luglio 2014 a 17:33 | #33

    è finita!

  34. 23 Luglio 2014 a 17:24 | #34

    Il grandissimo Fabrizio De Andrè con i suoi versi immortali che spesso accarezzano il tema della morte ha condannato se stesso a non morire mai, sacrificando quel meritato riposo che forse è l’unico conforto della morte.

  35. Giovanna
    23 Luglio 2014 a 12:59 | #35

    @ Angela
    Anche io cara Angela avrei avuto ben altro da dire, ma avrei fatto troppo rumore…E proprio perchè una cosa, in questo caso una colpa, esiste proprio perchè viene mostrata a tutti ….si autorizzano gli altri a “giudicare” anche quando il giudizio, o meglio la critica, è quanto di più inadeguato ci sia…
    Che dire di una prefica moderna che chiedeva piangente di vedere il defunto…e sbagliava clamorosamente bara…perchè non aveva mai visto la persona per cui piangeva…ma pensava fosse tanto più giovane!!! Se non provassi orrore, potrei persino ridere!
    Un abbraccio Angela

  36. Angela
    23 Luglio 2014 a 8:56 | #36

    bellissimo post su cui avrei tanto tanto da dire…
    la morte, Giovanna mia, è sempre “roba degli altri”, da qui l’indifferenza
    In questo orribile tempo di spettacolarizzazione di tutto, anche la morte – come però qualunque altro aspetto intimo e privato – esiste solo se viene urlata e mostrata in tutti i suoi macrabi e dolorosi aspetti. Sulle prefiche moderne stenderei un velo pietosissimo.
    Un abbraccio, contenta di rileggerti

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