Archivio

Archivio Luglio 2014

QUANDO SI MUORE, SI MUORE SOLI.

22 Luglio 2014 36 commenti

Ho capito perché, quando si muore…si muore soli!

Si muore soli, perché i congiunti sono su facebook a dire che è morto quel  qualcuno che è stato lasciato solo, per poter urlare a tutti, anche al vicino di casa, che qualcuno è morto!

Si muore soli, perché gli amici ed i parenti sono anche loro su facebook a leggere ciò che hanno scritto i congiunti di chi è morto solo per poi  dire a tutti gli altri che non lo hanno ancora letto di correre a leggere !

“…sorella morte lasciami il tempo

di terminare il mio testamento

lasciami il tempo di salutare

di riverire di ringraziare

tutti gli artefici del girotondo

intorno al letto di un moribondo…”

Sorella morte lasciami il tempo di salutare tutti sul web, perché so che nessuno avrà
il tempo di venire al mio capezzale  che magari puzzerà di sudore e morte, perchè  tutto questo è poco elegante … e non usa più in un mondo virtuale  dove tutto deve apparire perfetto, dove non si sente il tanfo della vigliaccheria  umana, dove anche il lupo sembra un agnello!

 “…quando la morte mi chiederà

di restituirle la libertà

forse una lacrima forse una sola

sulla mia tomba si spenderà

forse un sorriso forse uno solo

dal mio ricordo germoglierà

se dalla carne mia già corrosa

dove il mio cuore ha battuto un tempo

dovesse nascere un giorno una rosa

la do alla donna che mi offrì il suo pianto…”

La do alla donna o all’uomo che verserà lacrime sincere prima della mia morte, che mi avrà detto di amarmi ogni giorno, che mi avrà detto ciao e non addio, che mi avrà accarezzato il volto e detto che son bella… da viva, che ha goduto dei miei sorrisi e non della  smorfia di dolore che la morte disegnerà sul mio volto!

Che mondo è mai questo, dove invece del silenzio si fa tanto rumore?

Che mondo è mai questo, dove anche nell’ultimo momento della nostra vita,  gli uomini  non rinunciano  a calcare la scena esibendosi come attori protagonisti?

Che mondo è mai questo, dove non si  lascia spazio neanche  a lei? ALLA MORTE ?

Dov’è il rispetto che le si deve?

Dov’è il rispetto che si deve a quel corpo martoriato, svuotato dell’anima e della vita esibito agli sguardi impietosi e indifferenti di pseudo amici e finti conoscenti arrivati da ogni dove a vedere ciò che non si dovrebbe vedere?

Tristi macabri e inumani rituali che si perpetuano da sempre ad uso e consumo di chi vuole lavarsi la coscienza sporca per non esserci mai stato quando era il momento.

A chi giovano, se non a quegli altri indifferenti, le lacrime finte, piante solo per esibire un millantato struggente dolore? Se le prefiche -donne prezzolate per piangere ai funerali-, nell’antichità avevano una ragion d’essere, le donne che piangono oggi al servizio esclusivo dell’immagine  che di  se stesse voglion dare, in quale girone dell’inferno le dovremo far collocare?

Artigli d’avvoltoio che si ancorano ad una bara  quasi a voler trattenere un morto che han già lasciato andare via da vivo tanto tempo prima.

Dov’è finita l’umana pietà?

“…Ma adesso che viene la sera ed il buio

mi toglie il dolore dagli occhi

e scivola il sole al di là delle dune

a violentare altre notti:

io nel vedere quest’uomo che muore,

madre, io provo dolore.

Nella pietà che non cede al rancore,

madre, ho imparato l’amore”.

F.De Andrè

Categorie:Argomenti vari Tag: