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Archivio Maggio 2013

E’ colpa della crisi…

24 Maggio 2013 70 commenti

E’ trascorso un tempo lunghissimo dal mio ultimo post.
Era il mese di febbraio dello scorso anno e come un fermo immagine è ancora li a testimoniare una delle pagine più brutte che io abbia mai vissuto.
Lenti e inesorabili son trascorsi giorni e mesi complicati dove il dolore e l’angoscia son stati gli unici protagonisti.
Oggi, ad oltre un anno di distanza,volto anche questa pagina!
Leggere nel blog di Sergio i suoi saluti, leggere la parola fine mi ha scosso! No, non amo gli addii, non sopporto che le cose abbiano una fine, non sopporto il vuoto che la perdita crea in me.Io posso vivere senza il blog, ma semplicemente non voglio farlo! Ho pigiato forte le mie dita sulla tastiera nel tentativo di ribellarmi ad una decisione che comunque capisco e condivido, ma il mio egoismo ha il sopravvento sulla logica! L’egoismo di chi vede un mondo andare in mille pezzi e non si rassegna e vuole avere la garanzia che quei pochi punti di riferimento resteranno il più a lungo possibile, o almeno sino a che ci si sentirà meno stanchi e meno vuoti, almeno sino a che si sentirà nelle gambe quel po’ di forza in più che ci farà camminare a passo più svelto magari anche da soli. Mentre scrivo due turisti si sono fermati davanti al mio ufficio, lui si mette in posa: sorride alla ragazza che lo immortala ed esibisce il suo dito medio alzato sullo sfondo del mare agitato, agitato come i miei pensieri!
E’ vero caro Sergio, ci vuole una bella faccia tosta a lamentarmi visto che io diserto la mia casa, ma ha ragione Julien, c’entra molto la crisi che stiamo vivendo. Una crisi, la cui gravità io ho avvertito molto prima degli altri ,ed è per questo che quando è esplosa in tutta la sua drammaticità, io ero già senza energie per affrontarla. Potrei scrivere pagine su pagine e raccontare quanta angoscia, quanta paura, quanta rabbia, quanta delusione, quanta follia io senta in corpo a causa di questa terribile crisi. Ma queste emozioni e queste sensazioni sono le stesse che viviamo tutti ed è inutile parlarne ancora. Concentro la mia attenzione su un fatto nuovo, almeno per me!
Julien parla della difficoltà a recuperare la nostra umanità, e non sa che è il pensiero che più mi angustia da diversi mesi. Per me infatti, è stato sempre un punto fermo nella vita custodirla e conservarla intatta, come una verginità…anzi, non è neanche così, perché l’umanità non è un bene da conservare intatto, è un qualcosa che deve crescere sempre più, un patrimonio che matura in misura esponenziale alle tue esperienze di vita, e più dure esse sono, maggiore è l’umanità che devi sviluppare. Almeno questo è il mio pensiero.
L’ho ribadito spesso, tutto ciò che di negativo viviamo, deve servire a renderci più umani, a capire, aiutare e perdonare non solo noi stessi, ma anche e soprattutto gli altri! E’ sempre stato così per me. Sono diventata una persona migliore solo dopo aver sofferto: il dolore mi ha reso “bella”!
Improvvisamente però l’incantesimo si è rotto a causa della crisi e io mi sento “brutta” e mi vergogno!
Mi dibatto così in sensazioni che mi erano estranee sino a poco tempo fa!
La vergogna, questo sentimento di colpa, di umiliazione che provo non per ciò ho fatto, quanto per ciò che non ho fatto e per i cattivi pensieri che penso di continuo.
In questo caos, in questo calderone dove tutto bolle ed erutta vapori malsani non distinguo più il vero dal falso, non capisco più chi ha bisogno veramente e chi invece millanta miseria. Mi son persa! Vedo un grassone rubicondo che urla che ha fame e penso che se avesse davvero fame sarebbe pallido ed emaciato. Vedo sguardi cattivi e sento voci sgraziate di uomini e donne pretendere con arroganza che qualcuno dia loro casa, lavoro, e ogni sorta di privilegio mentre fumano e bevono la birra al bar.
Sento gente che lavorava nelle fabbriche ora chiuse inveire contro il “padrone” e mostrare a solerti giornalisti il danno che le fabbriche hanno arrecato all’ambiente. Ma nei lunghi anni che ci hai lavorato perché sei stato zitto? Perché ora vuoi far mandare a spasso quei pochi rimasti?
Sento gente che ha beneficiato di mille privilegi scagliarsi contro quei pochi che son rimasti oggi a goderne qualcuno.
Sento gente che pur avendo un lavoro regolare fa altri lavori rigorosamente al nero, evadendo tutto il possibile, per poi lamentarsi perché bisogna aspettare due settimane per una tac.
Sento l’invidia e la malvagità.
E potrei continuare in questo elenco infinito….
Ma chi mi da il diritto di essere così dura?
Chi mi da il diritto di “giudicare”?
In qualche misura mi autorizza la mia vita. Una vita vissuta con parsimonia senza mai sprecare nulla! Senza mai sprecare soldi, esperienze, lacrime e sorrisi.
Ogni cosa ha sempre avuto un senso, è stata vissuta nel rispetto del suo reale valore . Se cadrò in disgrazia, come le migliaia di persone che oggi stanno soffrendo la fame e la miseria non potrò recriminare nulla. Ma quanti di noi possono affermarlo?
Ecco, mi sento brutta nel fare questi pensieri, mi sento brutta quando mi concedo un piccolo lusso, perché mi sembra di fare un torto a chi non ha più nulla!
Questa crisi fa provare vergogna a chi, come me, ha il privilegio di avere ancora un lavoro, per quanto modesto e precario.
Questa crisi mi fa dibattere in queste evidenti contraddizioni, mi fa vivere tra mille dubbi , mi toglie la pace e non mi fa godere più di nulla!
La mia umanità si sta perdendo…lasciando spazio solo ai cattivi pensieri!
Un abbraccio ai miei cari amici del blog che spero restino seppur saltuariamente con i loro tempi e i loro modi…perché abbiamo bisogno gli uni degli altri…ancora, ne abbiam tanto bisogno!

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