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Impazzire…quasi…

Parcheggiamo  la macchina con il cuore stretto in una morsa di gelo, mentre la testa e le gambe vorrebbero correre via: altrove, lontano! Sui muri fatiscenti disegni colorati e astratti danno il benvenuto in una struttura ospedaliera. Tutt’intorno la  desolazione e l’incuria regnano sovrane e inducono – erroneamente-   a   pensare che questa struttura non sia  operativa da tanto: tavoli e sedie ammassati in un angolo e cumuli di foglie secche ricoprono un pavimento malandato rendendolo ancora più scivoloso e pericoloso. Suoniamo il campanello e attendiamo che qualcuno apra. Ci presentiamo  ed entriamo a scoprire cosa si cela dietro ciò che non conosciamo. Sono principalmente due le cose che colpiscono la mia attenzione: l’assenza di odori e i pazienti vestiti con gli abiti di tutti i giorni. Non c’è infatti il classico odore di medicinali e disinfettanti che regna negli altri reparti ospedalieri e la maggior parte dei pazienti indossa  jeans, giubbotti, e qualcuno persino  cravatta ed impermeabile; non si capisce chi è il paziente e chi il visitatore.

Muovo pochi passi seguendo il suono di una voce nota e mi ritrovo in una sala dove qualcuno termina la sua cena. Non faccio in tempo a sedermi che un signore anziano dai miti occhi chiari allunga il suo braccio     verso di me, nella mano stringe ciò resta di un fiore di ciclamino senza il gambo! Lo guardo, osservo il suo cappotto, le sue pantofole ai piedi e gli chiedo stupita:” E’ per me?” Lui risponde di si, e al mio sincero grazie  ha un gesto di noncuranza, come a dire: “non mi ringrazi, è giusto così!” Quella che prima era una stanza quasi vuota inizia a riempirsi in un via vai di piedi strascicati, sguardi fissi nel vuoto, corpi immobili o dondolanti che svelano una dolorosa realtà. Mi sento osservata mentre per pudore, discrezione, disagio evito di fare altrettanto; difficile se non impossibile sostenere quegli sguardi, e altrettanto impossibile  è leggervi dentro. Il vecchietto ritorna, ha la flebo,due scatole di colori e un foglio stropicciato. Lentamente li sceglie e   traccia   linee e forme del suo disegno per poi farmene dono: è un vaso di ciclamini!

Sono dentro un mondo sconosciuto sino ad oggi, mi trovo in un reparto di psichiatria: luogo di emozioni e reazioni fortissime ed altrettanto dolorose. A differenza di quanto accade in un qualsiasi altro reparto  dove viene spontaneo chiedere  per quale patologia si è ricoverati, qui si tace. Qui c’è spazio solo per una pena profonda, per un dolore che annichilisce e ammutolisce, qui, il senso di parole come compassione ed empatia si svelano in tutta la loro intima e semplice profondità. Osservo giovani donne, mamme a cui fan visita ragazzini adolescenti spauriti,ragazzi giovanissimi, meno giovani, padri di famiglia. Hanno tutti la medesima espressione vacua, i gesti rallentati e strascicano le parole dopo attimi di immobilismo nei quali ti rendi conti che stanno cercando di riacciuffare il senso di un qualcosa che sfugge loro. Ogni tanto, qualcuno con una patologia più severa di altri attacca brighe e scoppia immediata la lite. I toni si alzano, immediatamente accorrono gli altri pazienti a difendere il più debole e redarguire e cacciar via l’intruso in un clima di solidarietà e mutuo soccorso che vedrò rafforzarsi nei giorni seguenti. Ad uno scoppio di tosse ecco arrivare il signore ( che avevo scambiato per un  amministratore)con l’impermeabile e la cravatta gialla pronto a offrire delle pastiglie per il mal di gola.Tutto si snoda e avvicenda in un continuo baratto. Passano i giorni, le settimane, ci si conosce senza conoscere nulla dell’altro, se non quello che gli altri vogliono dire di se stessi e delle loro vite confuse tra realtà e fantasia malata. Capita anche di ritrovarmi magicamente a ridere contro ogni volontà come quando un paziente sdraiato in silenzio nel suo letto, nell’ascoltare i racconti esagerati  del suo compagno di stanza ci guarda e dice sorridendo:” scusateci eh…siamo pur sempre in psichiatria”. Col passare dei giorni si entra in quel reparto senza timore,senza il patema e l’angoscia dei primi giorni. Al suono del campanello capita che accorrano in tanti a vedere i nuovi arrivati, capita che l’infermiere dia loro la chiave per aprirci la porta  e farci entrare e loro sorridenti come bimbi felici a cui è stato dato un incarico importante aprono sorridendo e ti stringono la mano chiedendoti come stai. Non hai più paura quando qualcuno ti si avvicina  e ti tocca e gattona per la stanza o quando straparla. In questi giorni osservando  la terra del giardino che scacciava l’acqua perché oramai satura di essa, ho pensato al cervello di noi esseri umani. Affrontiamo tante cose, sopportiamo tanto nell’illusione che ciò che non ci uccide ci rende più forti, ma sempre più spesso capita invece che il cervello vada in tilt, non riuscendo più ad accettare, metabolizzare, comprendere e sopportare l’inferno che spesso   ci troviamo ad affrontare in terra…e per questo ci si ritrova in un reparto come questo dalla mattina alla sera. Dalla mattina alla sera, andiamo in tilt…l’interruttore della ragione ha un black out, si spegne e non sopportiamo più…come l’acqua scacciata dalla terra va fuori di essa, noi andiamo fuori di noi stessi!

Scopro una volta di più che basta conoscere l’ignoto per non averne più tanta paura, mentre cresce la paura per ciò che non conosci ma sai che esiste; per quella scintilla che può far  esplodere il tuo cervello, e manda in mille pezzi una vita già complessa!

Scopri una volta di più che il dolore che alberga in chi soffre di patologie mentali, è tanto diverso, tanto più grande, tanto più disarmante, quanto tanto poco capito e/o riconosciuto rispetto al dolore patito a causa di malattie fisiche!

Scopri il dolore e la disperazione di chi si accascia per terra  implorando di uscire, scopri lo stordimento di chi arriva vestito elegantemente con tanto di abito e gemelli ai polsi: scopri, una volta di più,  che in questa vita  sai dove ti svegli, ma non puoi sapere dove ti addormenterai.

Ho scoperto cose che ignoravo, ma ho riscoperto anche che la bellezza e la poesia sono ovunque, soprattutto dove non te l’aspetti, dove non la cerchi perché non pensi possa esserci!

L’ho ritrovata in un vaso di ciclamino dalla chioma fiorita “scalpata “ per farne un omaggio floreale ad una donna sconosciuta o ad una fidanzata.

L’ho ritrovata in un gruppo di persone sofferenti  impazienti di mangiarsi una pizza gigante con tante patatine fritte.

L’ho ritrovata nei  sorrisi di chi soffre!

…” Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore…”

(S.C.)

 

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  1. Blog Admin
    6 Ottobre 2013 a 10:09 | #1

    Vedo che anche tu hai un bel po’ di “spam” da cancellare. E’ passato tantissimo tempo dal tuo ultimo post. Ti piaccia o meno, sei una star della blogosfera e siamo tutti in attesa (noi pochi zombi superstiti) di poter leggere e commentare le tue riflessioni.
    Un carissimo abbraccio.
    J.

  2. Blog Admin
    23 Maggio 2013 a 8:01 | #2

    Certo c’entra qualcosa anche la crisi: all’inizio eravamo tutti più giocosi, poi l’atmosfera si è fatta cupa e qualcosa si è spento. Cerco di essere ottimista e pensare che arriveremo a recuperare la nostra umanità. Sinceramente però credo che la cosa sarà lunga e difficile. Comunque quello che dice Sergio lo condivido: tu (ma anche lui) eri un po’ il punto di riferimento di un gruppo compatto e intelligente con cui il dialogo era piacevole e costruttivo. Poi si è rotto qualcosa. A parte qualche dolorosa perdita, è come se ci fossimo spenti tutti lentamente. Anche io sono scomparso, lo riconosco, ma ho continuato a frequentare i vostri blog e ho visto che, pian piano, anche i pochi rimasti erano scivolati in larga misura verso il banale; in altre parole non stimolavano più la riflessione ed il dialogo intelligente. Naturalmente i disturbatori di professione e gli scafessi vagamente politicizzati non sono mai mancati però pare che perfino loro siano in sonno.
    Un caro abbraccio Giovanna.
    Julien

  3. sergio
    20 Maggio 2013 a 20:12 | #3

    20 FEBBRAIO 2012!!!! Cavolo, quasi un anno e mezzo di assenza. Sì, vabbè, ogni tanto sei presente nei commenti, ma pensi che questo ci basti? I tuoi post erano, e possono ancora essere, delle pietre miliari nella storia dei Blog, ti vuoi decidere a scrivere qualcosa? non dico molto… ma almeno due o tre l’anno… eddai!!! Poi non lamentarti se decido di smettere anch’io. Uffaaaaaaa

  4. Paola
    7 Dicembre 2012 a 9:59 | #4

    Ciao Giovanna….si l’esperienza di metter su casa è impegnativa e stimolante….io ho preso un vecchio mulino ristrutturato secondo le regole imposte dalle belle arti, quindi la libertà di manovra non era molta….ho cercato di renderla mia con i mobili, i quadri e gli accessori…:-)

  5. 16 Ottobre 2012 a 10:34 | #5

    Porca miseria Antonio….sto cercando in ogni modo di risponderti…ma il tuo blog non mi pubblica i commenti e non riesco neanche a inviarti una mail al vecchio indirizzo… ! Che succede????

  6. 13 Ottobre 2012 a 14:39 | #6

    Dove sei finita ?

  7. Henry
    28 Luglio 2012 a 19:58 | #7

    Ciao Giovanna, ovunque, comunque serena estate. :-)

  8. cleide
    18 Luglio 2012 a 21:57 | #8

    Giovanna, la raffinatezza l’ho mollata da un pezzo. Quando l’ipocrisia e la cattiveria trasuda e soffoca ti assicuro che dal profonde del tuo essere scaturiscono solo sonori vaffanculi. Talvolta eleganti, altre proprio diretti:)

  9. Giovanna
    18 Luglio 2012 a 21:44 | #9

    @Cleide
    :-) il problema è che tu sei troppo raffinata :-) non vai giu pesante! Sei quasi ” leggera “! :-) quasi quasi rimpiango di non esserci ! Fare a cazzotti virtuali non mi sarebbe dispiaciuto! Chissà perchè mi vien da canticchiare:…” ho un sassolino nella scarpa ahi…che mi fa tanto tanto male ahi…” :-)

  10. cleide
    18 Luglio 2012 a 20:12 | #10

    Appunto per questo ti ho invitato.La tua schiettezza avrebbe creato un bel movimento. Non penserai mica che sono li’ per offrire pasticcini? Il guaio è che non mi danno soddisfazione. Non colgono. Cioè fanno finta:)

  11. 18 Luglio 2012 a 17:38 | #11

    @cleide
    Eh già Cleide!Non è il caso di invitarmi a colazione! Però non ti lancio nulla addosso :-D Non te lo meriti!Se andassi a colazione con qualcuno rischierei di mandarla di traverso a più d’uno/a. Non sono mai stata tenera, ma da un po’ oramai sono talmente schietta da lasciare chi mi conosce a bocca aperta!Non sopporto più nulla NULLA NULLAAAAA! :-D Alla colazione partecipano anche tutti quelli che avevano un blog e che ora entrano e fanno finta di non farlo…fingono di non conoscerti più ma se li incontri a colazione ti fanno le feste e si comportano da amiconi ? GRRRRRRRRR :-D
    Comunque sta colazione è su facebook? Come ho scritto dal Cap. felice di non esserci :-)

  12. cleide
    17 Luglio 2012 a 16:09 | #12

    Nulla. Tutto tace. E io che son passata per invitarti a Colazione. Spè che mi sposto prima che mi arrivi una tegola in testa:)

  13. 5 Luglio 2012 a 14:57 | #13

    c’è nessuuuuuunoooooooooooo??????????

  14. 30 Aprile 2012 a 9:09 | #14

    ciao, io sono nuovo di questo blog. ti ho conosciuta perchè sei stata una delle poche che mi ha difeso per un racconto che aveva come tema l’elemosina e il livore della vita moderna…
    mi sento uno scrittore e… qualche tempo fa ho cominciato a scrivere una storia paranoica. doveva essere un raccontino, invece ancora oggi mi ritrovo ogni tanto a narrare qualche altra vicenda del protagonista che ho creato (che è in assoluto il personaggio di cui ho maggiormante scritto)…
    trovo spaventoso e affascinante il tema della malattia mentale. da sempre cerco di approfondirlo. trovo che quel che dici è molto giusto, in particolare quando affermi che… è un attimo a perdersi e praticamente protrebbe capitare a ognuno di noi…
    ho visto recentemente “si può fare” il film con bisio che parla proprio di questo. te lo conosiglio se non l’hai ancora visto…
    W basaglia!
    ;-)

  15. 25 Aprile 2012 a 20:28 | #15

    Gentilmente ti chiedo solo delle domande tecniche
    Perché clonano i blog?
    - Come si può capire quando sono clonati?
    - Potrebbe essere a scopo di lucro??
    - Ho l’impressione che qualche persona sia quasi obbligata, a dare il proprio
    nick, ma sono persone che io credo in…difficoltà.
    - Le altre quelle più furbe, possono non sapere che qualcuno usa il loro nick?
    Oppure lo sanno? Quindi sono complici?
    - Nei blog clonati i commenti si vedono sempre oppure uno si e l’altro no?
    - Ieri pomeriggio commentavo con una persona che “virtualmente” credevo affidabile,
    e davvero gli volevo bene, ma poi…mentre si commentava ha capito da come scriveva
    che non era lui: ne sono certa, l’ho fatto notare poi, ma non ha ne confermato, ne smentito.
    Leggi il link nel mio blog.
    - Questo fatto mi ha fatto stare male, ma tanto…non ho capito alla fine se è un imbecille anche lui, oppure non ha voluto dire nulla come io credo anche perché mi ha mandato un mio commento di conferma ma che poi ha cancellato subito.
    - E’ evidente che anche lui è nel “cerchio della luna piena”, ma perché fanno queste cose?
    - Questo è uno che predica il vangelo cavolo, gli altri imbecilli li conosciamo più o meno tutti, o quasi. E GRAVE QUESTO FATTO.
    - ALTRO FATTO IMPORTANTISSIMO: in questi ultimi mesi per i miei soliti problemi al p.c , l’ho comprato nuovo con chiavetta nuova.
    - Dopo nemmeno 20 giorni ha ricominciato a sconnettersi, soprattutto quando commentavo da lui, capitava anche una decina di volte in un ora.
    - Una sera stavo scrivendo sempre a lui un commento che forse avrebbe potuto dare fastidio ad altri… il mio p.c ha cominciato a dare i numeri, addirittura è entrata la rete svizzera che mi ha mangiato tutto il credito.
    - Non mi sono persa d’animo sai? Ho telefonato ad una assistenza esempio TIM spiegando ancora una volta i problemi. Loro hanno detto (ma non era la prima volto) che i terminali erano tutti spenti…da quel fatto ho capito tante cose.
    - Ho preso la sim del mio telefonino e ho ripreso a navigare benissimo, come non mai per circa un ‘ora
    - Erano loro-amica-sua-suo che per quanto possibile manovravano il mio p.c…dall’assistenza li .ho richiamati e minacciato la denuncia al centro: ero incazzatissima.
    - Ora il mio p.c va molto bene e non si più scollegato. Ma mai,dire mai: è da quella sera che va bene E qui scatterà la denuncia per violazione privacy.
    - Ovviamente il mio telefonino stranamente è andato k.o per un giorno, poi miracolosamente è ripartito.
    - Tutto è assurdo ma credimi, non sto bene,ma la mente funziona ancora, ho tutto documentato.
    - PERCHE’ , ma PERCHE’ succedono queste cose, e perché altri prima di me non hanno denunciato?
    - Questo è uno dei tanti motivi dei tanti blog che hanno preferito chiudere.
    - Grazie Mio capitano se mi risponderai, Ora leggo il post.
    Buona serata

  16. 6 Aprile 2012 a 21:30 | #16

    Ciao Giovanna!
    Ti auguro una Pasqua in pace e serenitò! :-)
    Bacione grande!

  17. 4 Aprile 2012 a 9:19 | #17

    Lavoro in ospedale….e ho sotto al mio ufficio il reparto di psichiatria e posso vedere e sentire i pazienti che stanno nel piccolo giardino a loro dedicato…
    so bene quello di cui parli…è bello quando riusciamo a squarciare il muro delle convenzioni e vedere oltre
    Buona vita a te…:-)

  18. 16 Marzo 2012 a 9:59 | #18

    Wow che racconto! Bello. Brava.

  19. 7 Marzo 2012 a 23:43 | #19

    AUGURIIIII PER NOIII!
    eeee avanti così con forza e coraggio!
    Bacione!

  20. Titania
    7 Marzo 2012 a 13:49 | #20

    ripassaggio per rileggerti, stare un po’ qua, ma stavolta ti lascio anche un abbraccio. :)

  21. 2 Marzo 2012 a 18:47 | #21

    @Maurizio
    Buona sera Maurizio…qui non c’è obbligo di ingresso nè di frequenza :-) Rispondere alle tue domande -per quanto appaia interessante analizzarle- non credo cambi la sostanza delle cose no? Il fatto che la malattia sia “un puro fatto fisico” ti pare poco?E poi non credo possa esser definita così semplicisticamente…trovo molto più probabile e più reale l’ultima ipotesi:gran parte di quel che ci accade ha origine dalla nostra psiche, ahimè!

  22. Maurizio
    29 Febbraio 2012 a 18:57 | #22

    Cara Giovanna,
    avevo detto che ti avrei letta. Promessa mantenuta, anche se i miei tempi con la professione che svolgo sono kafkiani!
    Strana cosa l’alienazione mentale. Strana cosa a ben riflettere la malattia! L’uomo è fatto per la malattia, o un dio cattivo giela ha imposta? E poi, che cosa è la malattia, al di là del puro fatto fisico? E se tutte le malattie, avessero una loro origine psichica?
    Il mondo, è un enigma!

  23. 29 Febbraio 2012 a 17:30 | #23

    @Henry
    Beh caro Henry,
    lo sappiamo, sappiamo bene ahimè che non basta allontanarci da luoghi reali o virtuali per star meglio…che l’onda che aspettiamo che passi, sicuramente passa ( come tutto), ma ci travolge! E gli tzunami non lo fanno mai senza lasciare traccia! Mi importa però, che nelle rovine che lascia, si possa leggere il senso di un qualcosa che non è avvenuto invano! Se il dolore e la sofferenza ci aiuta a focalizzare l’attenzione sugli altri, se ci smuove a compassione, se ci insegna a guardar le cose con occhi diversi e più indulgenti, se ci fa venir voglia di AIUTARE quegli altri,quelli sconosciuti o quelli conosciuti che non sempre hanno amato noi, beh….forse, e sottolineo forse, ha avuto un senso!
    Questo luogo virtuale continua ad esser bello, e continua a farmi venire voglia di confrontarmi con persone di cuore…come OGNUNO DI VOI!

  24. Henry
    28 Febbraio 2012 a 20:57 | #24

    Buona sera Giovanna, ci sono luoghi fuori e dentro noi, sconosciuti altrettanto. Luoghi fisici, stanze mai vissute e porte mai aperte. Dietro un mondo parallelo, non diverso ma differentemente interpretato.
    Occorre non forza ma occhi da bambino, per tenere lo sguardo di altrettanti adulti rimasti con lo sguardo dell’innocenza o incolpevole stravagante modi di vivere la realtà.
    Dolore fisico o dolore psichico hanno lo stesso “disagio” vissuto da chi ha la fortuna di non aver ancora aperto il conto, con la vita “diversamente felice”, non possiamo fare che assecondarne l’onda e attendere che passi, sperare che finisca. lo si può fare allontanandosi, da un blog, da un caffè, dagli amici oppure restare e scrivere ugualmente, solo o anche per se stessi, poco importa. In questi luoghi virtuali, nessuno deve niente all’altro, a se stessi solo un briciolo di buona umanità, almeno a costo zero, qui che sfugge alle regole dell’economia, del dare per avere. Buon passaggio, o rientro quale esso sia, buon tutto.

  25. 28 Febbraio 2012 a 17:15 | #25

    Ma… il nome, la mail, e il sito erano giusti! :)
    Riprovo!
    Bacio.

  26. sergio
    28 Febbraio 2012 a 15:50 | #26

    Giovanna, lascia perdere il link che ti ha lasciato la nostra amica :-D Ahahahah come al solito non porta da nessuna parte! E’ matta da legare (in senso buono) ma, anche grazie a te, ora l’adoro! Il link giusto lo trovi tra quelli del mio blog.
    Un bacione

  27. 28 Febbraio 2012 a 10:53 | #27

    @ Marcos
    Grazie Marcos…per la tua testimonianza altrettanto onesta…e per tutto il resto!

    @ Arnica
    Tra noi…poche parole!
    @ Sara
    Seguirò il link :-) Baciotto a te

  28. Arnicamontana
    27 Febbraio 2012 a 19:15 | #28

    Giovanna cara…grazie di questa pagina vibrante che svela di te sensibilità e capacità empatica. Impazzire…Intanto ti ringrazio per averci parlato di questa realtà che ci cammina accanto, e di averlo fatto con tanta delicatezza. Un bacio

  29. 27 Febbraio 2012 a 17:35 | #29

    Impazzire…già dici poco! :-)
    Sai che non amo la “pubblicità” mio malgrado, ma per te faccio un’eccezione!
    Ti lascio il link ;-)
    baciotto!

  30. marcos
    26 Febbraio 2012 a 17:43 | #30

    Preciso , tagliente e delicato come un bisturi questo post che svela la realtà : abbiamo paura della malattia mentale . Siamo tutti più o meno ben disposti e pietosi verso un vicino malato di AIDS o di qualsivoglia lebbra , ma non sopportiamo il lamento di uno schizofrenico . Qualche passo avanti s’è fatto , visto che tempi fa li incatenavano o bruciavano pur di levarseli dalla vista ma in effetti come scrive l’amica Sara siamo nella maggior parte dei casi alla sedazione . E avere uno psichiatrico in famiglia è un problema infinito . Infatti “in terapia” c’è tutta la famiglia non solo il soggetto . Indagare sulla malattia mentale e i suoi molteplici aspetti è …. forse inutile . Ci sono cause organiche e no , una nevrosi può degenerare in psicosi o no . Si può anche saltare il fosso e non tornare più indietro . Alla fine si resta segnati . Nella mia città al settimo piano dell’Ospedale c’era la Psichiatria , che ora è in altra struttura , e tutt’ora , quando si vuol alludere ad una persona che ha avuto quei problemi , si abbassa la voce ci si tocca la tempia col dito e si sussurra “quella è stata al settimo ….”
    Chi lavora in Psichiatria ne porta i segni invisibili . Uno Psichiatra mi diceva che in reparto generalmente non si distingue il medico dal malato . Un Infermiere , ridacchiando , una volta mi disse “son trent’anni che lavoro qua dentro ……..c’è da diventar matti!”

  31. sergio
    26 Febbraio 2012 a 16:54 | #31

    Ho ripreso a scrivere. Hai ragione Giovanna, così come ha ragione Paola e altre amiche e amici. Era un momento di sconforto dovuto anche alla scomparsa di tante persone care, sia nel Blog, sia nella vita reale. Tu e voi tutte e tutti: Sara, Ida, Fiore, Stefania, Francesco, Julien, Claudia… e altri, mi avete sostenuto, stimolato e incoraggiato: E di questo non posso che ringraziarvi e veramente col cuore! Il Blog è il blog, ed è insostituibile per chi vuole confrontarsi e comunicare. Francamente non riesco a comprendere come lo si possa abbandonare per FessoBuco o per Cinguettio! Ho ritrovate molte persone su FB ma continuo a pensarla come Paola, è solo un mezzo per mandare un saluto a qualcuno, per fare gli auguri per un compleanno, per ritrovare persone dimenticate o per farsi un po’ di pubblicità. Niente di più. Mi ricorda una certa usanza dell’ottocento, quando invece di andare a trovare una persona le si inviava il “biglietto di visita”! Comodo vero? e soprattutto non impegnativo, è il regno della pigrizia e anche dell’ipocrisia. Probabilmente utile per chi vuole farsi conoscere (superficialmente) e svolgere attività particolari. Qui è diverso. E’ un angolino di persone che amano leggere, scrivere e confrontarsi, ed è quello che mi mancava: il confronto! Ma ha ragione chi mi ha chiesto “non ti bastiamo noi”? Sì, mi bastate e sono onorato e commosso per il vostro conforto e la vostra presenza, e spero anche di bastarvi io. Grazie! Grazie a voi tutti amiche e amici fedeli.

  32. 24 Febbraio 2012 a 18:21 | #32

    Sara
    Sei carinissima…non merito tanto! Ma tu anche durante la mia assenza non hai perso il vizio di lasciare un link che non approda da nessuna parte eh? :-)
    Si, Sergio è un MIO carissimo fans…e io lo sono altrettanto di lui!:-)
    Bacio a te!

  33. 23 Febbraio 2012 a 23:04 | #33

    Sono felice che sei tornata! :-) davvero tanto Giovanna!!
    Ehh?? Sergio è tuo? :-(
    Bacioneee e a presto

  34. Giovanna
    23 Febbraio 2012 a 15:44 | #34

    Sono veramente commossa! Veramente tanto!
    Mi stupisce e mi rinfranca l’entusiasmo genuino e sincero di Sara e Maurizio!siete molto cari e non son sicura di meritarlo! Ma me lo tengo stretto stretto!

    Julien… Non ho parole altrettanto belle da dedicarti ma spero tu senta che ricambio IN TOTO con profondo rispetto per la bella persona che sei!:-) tra e Sergio mi sento coccolata e stimata come mai! Un abbraccio forte a te!

    Mio capitano…Sergio è mio! L’ho conquistato !E non perde occasione per esternarlo!
    E soprattutto è troppo galantuomo per non farmelo credere!tra lui e Julien mi sento coccolata come mai…e mi beo di questa inebriante sensazione! :-)

  35. 23 Febbraio 2012 a 12:10 | #35

    Carissima Giovanna il Ritorno, chiaramente colpisce molto il disegno del vaso di ciclamini, colpisce l’elemento umano, il dettaglio, il signore in cappotto e pantofole che ti regala il ciclamino senza gambo, quello che scusa il suo compagno di stanza dicendo: “Scusateci, siamo pur sempre in psichiatria”. Il tuo ritorno è il benvenuto, basta vedere come hai rianimato in quattro e quattr’otto lo sfiduciato Sergio. :-)

  36. Julien
    23 Febbraio 2012 a 7:13 | #36

    Cara Giovanna, sono tornato ed ho letto; ho letto con attenzione ed interesse e con quell’ammirazione che già provai quando, postata una mia breve poesia, lessi la tua interpretazione che analizzava il “retroscena” inespresso con una capacità di penetrazione psicologica quasi magica. Penso che, se ti avessi davanti, mi sentirei un po’ nudo perché la nostra maschera quotidiana, quella che ci rende “presentabili”, o comunque sicuri e protetti, sarebbe del tutto inefficace.
    Se tu avessi fatto la psichiatra, il lavoro ti avrebbe sopraffatta perché non ti è possibile avere uno sguardo esterno alle cose che ti si pongono davanti: le soffri in prima persona e questo ti permette di entrare addirittura nel punto di vista di chi ti è lontano anni luce per mentalità e personalità.
    A volte ho sentito nelle tue parole un senso di empatia e di amicizia che mi ha gratificato e rassicurato da una parte e fatto quasi vergognare dall’altra per quella corteccia protettiva che io indosso di solito nei confronti del mio prossimo.
    Forse sono andato un po’ fuori tema, volevo dire insomma che rileggerti fa sempre bene.
    Un abbraccione
    Julien

  37. Maurizio
    22 Febbraio 2012 a 18:49 | #37

    Giovanna, ben ritrovata!
    Più tardi, con calma, ti leggerò.
    E’ un piacere averti di nuovo.

  38. 22 Febbraio 2012 a 16:48 | #38

    Grande la tua sensibilità e molto profondo il tuo post! Si capisce chiaramente il senso di ogni dettaglio!
    Purtroppo non ci sono grandi cambiamenti nel campo della psichiatria ancora oggi riescono solo a “sedare ” le malattie!
    Ben tornata!!
    Un bacione!

  39. 21 Febbraio 2012 a 16:00 | #39

    Stasera passo a leggerti!
    BENTORNATAAA!

  40. Giovanna
    21 Febbraio 2012 a 10:19 | #40

    Grazie a Voi, cari compagni di viaggio! Grazie per esserci sempre…così puntuali nonostante la mia assenza prolungata!
    Caro Sergio, ho sentito l’esigenza di scivere dopo mesi, non tanto per me, quanto per Loro!Desideravo accendere una luce che illuminasse una realtà che forse conosciamo in pochi, desideravo raccontare l’altra faccia della malattia mentale, così come ho avuto modo di percepirla io. Desideravo raccontare di come ho scoperto che non è poi così lontana dalla nostre vite…perchè talvolta, arriva a sorpresa! Dopo aver scritto d’impulso, mi son sentita meglio, a torto o ragione, penso di aver fatto una piccola cosa per loro!

    Antonio, sai…dopo settimane di frequentazione, mi sono spesso chiesta se l’autoisolamento del quale parli, non dipenda in parte anche da noi!Spesso vedendo gli sguardi di alcuni…quasi cattivi e feroci, sono stata attanagliata dal dubbio…che forse quegli sguardi volevano dirmi:” ehi tu…che guardi? Non sono matto…non ti faccio del male, non devi aver paura”! Magari si autoisolano perchè pensano che tanto noi non li vogliamo accanto!
    Già…bevono tanti caffè, sanno che è l’unico antidoto per contrastare gli effetti delle medicine!

    Julien caro…non mi muovo da qui…:-)

  41. Julien
    21 Febbraio 2012 a 7:32 | #41

    Giovanna, che piacere ritrovarti! Ora ho poco tempo ma ritorno più tardi e leggo tutto:
    Un bacione
    Julien

  42. 20 Febbraio 2012 a 19:27 | #42

    Che dire Giovanna cara? Ho, abbiamo, aspettato tanto, troppo tempo per poterti leggere, ma ne è valsa la pena! Struggente, sincero e incredibilmente lirico questo tuo scritto! E quel vaso di fiori con i ciclamini con le testine calate in segno di resa… Grande, grandissima Giovanna. Mi hai profondamente commossso. Quanta tragica e sconosciuta verità nelle tue parole. Ne trarrò esempio per andare avanti, per continuare, per non fare avvizzire troppo le corolle di quei ciclamini.
    Grazie.

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